Il modello di Scuola Senza Zaino

Anche l’adesione dell’Istituto al modello Senza Zaino rientra nel tema della riflessione sugli ambienti di apprendimento, nell’ottica di realizzare un ambiente di apprendimento funzionale, piacevole ed ospitale, sulla base delle Nuove Linee Guida per il ripensamento e l’adattamento degli ambienti di apprendimento a scuola.

 (http://www.indire.it/2018/04/13/pubblicate-le-nuove-linee-guida-per-il-ripensamento-e-ladattamento-degli-ambienti-di-apprendimento-a-scuola/)

Dall’anno scolastico 2016/17 il nostro Istituto fa parte della rete Senza Zaino. I plessi della scuola primaria aderenti al modello sono quelli di Pavone e Samone.

Inoltre, dall’anno scolastico 2017/2018 è iniziata anche nella scuola secondaria di primo grado di Banchette la sperimentazione del modello Senza Zaino, che in questo ordine di scuola si definisce esattamente “Scuola della responsabilità”.

Senza Zaino propone un Modello di Scuola e non è un progetto didattico. Senza Zaino si fonda sul concetto di Curricolo Globale (GCA - Global Curriculum Approach). L’Approccio del Curricolo Globale considera che tutto quel che accade nella comunità scolastica è un’occasione di apprendimento: per gli studenti, per gli adulti che lavorano con loro e per loro e tutti gli altri adulti che vivono con loro. E dunque tutto quel che accade (non solo spazi, contenuti e programmi) è oggetto di attenzione, progettazione e misurazione.

Il modello rimanda a un dirigente scolastico toscano, Marco Orsi, che, a partire da poco più di una decina di anni fa, basandosi sugli insegnamenti di grandi pedagogisti come Dewey, Freinet, Bruner e Montessori, ha cercato di riportare la scuola attuale, non sempre “ospitale”, a una vera e propria “Scuola Comunità" basata su tre pilastri: ospitalità, comunità e responsabilità.

I tre pilastri sono realizzati attraverso cinque passi:

  • Primo Passo: organizzare gli spazi, dotarsi di strumenti e tecnologie didattiche
  • Secondo Passo: organizzare e gestire la classe, differenziare l’insegnamento
  • Terzo Passo: progettare, valutare e organizzare le attività didattiche, sviluppare i saperi e la cultura
  • Quarto Passo: gestire la scuola-comunità in un istituto–rete di comunità
  • Quinto Passo: coinvolgere i genitori, aprirsi al territorio

La scelta della denominazione Senza Zaino richiama un aspetto che è ritenuto simbolico di questo modello. Infatti, secondo Marco Orsi «In un ambiente ospitale, creato a misura di chi lo vive e vi lavora, non serve arrivare con zaini e zavorre, non è utile portare avanti e indietro tanti materiali, perché ciò che serve sarà già nell’ambiente e tutti gli strumenti per operare sono condivisi. Si tratta quindi di un ambiente che promuove l’autonomia e la responsabilità, a partire appunto anche da un uso opportuno dei materiali, che non sono più solo “miei” o “tuoi”, ma “nostri”»

Una didattica efficace, coinvolgente e responsabilizzante si gioca soprattutto nell’ambiente dell’apprendimento, cioè a scuola, ciononostante i docenti del nostro Istituto hanno concordato che una rielaborazione individuale di studio a casa sia importante. Pertanto, sia per quanto riguarda la scuola primaria che la scuola secondaria di primo grado, non è corretto pensare all’equazione Senza Zaino = Senza Libri o Senza Compiti. Se è vero infatti che il modello promuove una didattica per ricerca e per progetti, i docenti del nostro Istituto hanno deciso di adottare i libri di testo.

I nuclei pedagogico-didattici intorno ai quali ruotano le tante scelte specifiche che vanno a comporre la didattica quotidiana “Senza Zaino” sono:

Lo spazio come luogo di ospitalità e di ben-essere

Il modello delle scuole Senza Zaino porta avanti con forza l’idea che lo spazio veicola le azioni, pertanto la prima grande rivoluzione del modello sta nel ripensare gli spazi come elementi attivi e reali protagonisti degli apprendimenti. Si tratta di superare l’idea degli spazi asettici, con la sola funzione di stipare un numero adeguato di alunni, senza alcuna identità, luoghi di transito e non di sosta, in un’ottica di spazio accudente e accogliente: l’agorà per le discussioni e le assemblee, le isole per il lavoro cooperativo, le palline da tennis sotto le sedie per rendere “poco disturbanti” gli spostamenti necessari in uno spazio dinamico, la cattedra che lascia il posto a una sedia con le rotelle per permettere all’insegnante di svolgere il compito di facilitatore e accompagnatore, gli spazi-laboratorio dove poter sperimentare, in piccolo gruppo o anche individualmente (solo alla scuola primaria).

La centralità di una didattica responsabile e partecipata

Il modello prevede un coinvolgimento pieno degli allievi in una didattica attiva, basata sulle esperienze, sull’esplorare insieme; una scuola in cui i libri sono solo alcuni degli strumenti indispensabili da utilizzare in un’ottica di contaminazioni e ricerche transdisciplinari, così come le risorse digitali, gli stimoli dei media come quelli della natura.

Valutare per valorizzare

Alla base del Senza Zaino c’è il superamento di un modello trasmissivo-valutativo in funzione di un modello responsabilizzante-comunitario; ovvero si passa da una motivazione estrinseca, basata su obiettivi di prestazione e misurazione delle capacità, a una motivazione intrinseca, dove si dà più importanza alla ricerca di strategie di apprendimento e la disposizione a essere coinvolti perché interessati e partecipi. Cambia completamente l’idea di valutazione: non è più l’obiettivo ad essere al centro, bensì il percorso e le strategie messe in atto per arrivarci. La valutazione degli apprendimenti non viene eliminata dal modello, ma viene messa in secondo piano come uno dei tanti strumenti utili per monitorare il percorso, come aiuto e orientamento all’apprendere di ciascuno, finalizzata a un’autovalutazione di tipo formativo e non solamente sommativo. Per quanto riguarda la scuola primaria i docenti hanno scelto di non utilizzare nella valutazione in itinere i numeri, ma sostituirli con simboli (stelline, fiorellini, lettere…). Resta invariata la valutazione numerica di fine quadrimestre e di fine anno scolastico.

 

L’ospitalità inizia dall’ambiente fisico. Per l’accoglienza la prima cosa da fare, come del resto faremmo con degli ospiti, è la sistemazione dei locali. Le nostre aule sono curate negli arredi, nella cartellonistica e arricchite di angoli verdi. Sono dotate di buchette, cioè librerie dove ogni alunno ripone il proprio materiale (libri, quaderni, cartelline, disegni…).

Ogni mattina gli alunni vengono informati circa le attività che svolgeranno durante la giornata. Nella scuola primaria, in ogni aula è appesa una lavagnetta sulla quale vengono scritte dall’insegnante le attività; nella scuola secondaria di primo grado le attività vengono illustrate a voce da ogni insegnante, che stabilisce anche il tempo per la loro realizzazione.

 

La comunità, nelle aule Senza Zaino, si realizza anche attraverso la disposizione ad isole dei banchi. La composizione delle isole varia a seconda del bisogno al fine di realizzare la personalizzazione dell’apprendimento. Nella scuola primaria ogni isola ha un nome scelto, ad inizio anno, dai bambini. Il nome delle isole è riportato anche sulla ruota delle turnazioni: una ruota, appunto, che indica con una freccia che viene spostata in senso orario ogni settimana il turno che ogni isola deve rispettare per azioni quali, ad esempio, prendere o riporre libri e quaderni nelle buchette, andare a lavarsi i denti, alzarsi per recarsi nella sala mensa.

Sulle isole è collocato il materiale condiviso (penne, matite, colori, colle, forbici…).

 

La responsabilità si attua attraverso l’attribuzione di incarichi allo scopo di far funzionare le attività quotidiane. Esempi di incarichi sono il responsabile delle isole, del materiale condiviso, del silenzio, dell’angolo verde ed altri.

Gli alunni si responsabilizzano anche attraverso semplici azioni quotidiane come il recarsi ai servizi igienici senza dover chiedere l’autorizzazione all’insegnante, ma utilizzando il “semaforo” fatto di legno o di altro materiale. L’alunno che ha necessità di andare ai servizi posiziona il “semaforo” sul rosso, impedendo così l’uscita ad altri compagni.

Nella scuola secondaria di primo grado, per favorire il processo di autonomia nei ragazzi, la classe si organizza intorno a delle IPU (istruzioni per l’uso) create, ragionate e condivise dalla classe.

Le IPU:

  •  consentono il lavoro autonomo e indipendente degli alunni
  • organizzano le varie azioni, momenti e attività della classe secondo procedure negoziate, stabilite, realizzate, scritte e documentate
  • rendono oggettiva (e non dipendente dal singolo docente) l’organizzazione della classe indicando i modi di comportarsi ad alunni e docenti
  • sono utili per affrontare i comportamenti inadeguati
  • aiutano i nuovi insegnanti a inserirsi con maggiore consapevolezza e rispetto nella nuova classe
  • aiutano i nuovi alunni ad inserirsi con maggiore consapevolezza e rispetto nella nuova classe
  • danno forza e concretezza alle regole

 

Le IPU si elaborano attraverso la procedura delle 4R, cioè:

  1. si individua un problema e si Riflette su di esso (R à riflettere)
  2. la procedura viene Redatta (R à redigere)
  3. la procedura viene Realizzata a livello di prova (R à realizzare)
  4. la procedura viene Revisionata in modo da metterla a punto (R à revisionare)
La mappa generatrice

Uno strumento fondamentale per la predisposizione del percorso didattico annuale in una classe Senza Zaino è la mappa generatrice. Essa serve per inquadrare un argomento ed articolarlo considerando le varie discipline di studio. La mappa generatrice è uno strumento che aiuta a esplorare un tema cominciando ad individuare gli aspetti che si collegano ai saperi disciplinari. La mappa indica il cammino di apprendimento da percorrere mettendo in risalto la globalità dell’esperienza e la globalità del sapere.

La mappa generatrice viene decisa all’inizio di ogni anno scolastico e condivisa con i Consigli di Classe /team. Viene inoltre appesa nell’aula ed inserita nel manuale della classe.

Il manuale della classe (MdC)

Il manuale è un quaderno, che contiene la carta d’identità della classe nel quale si riportano tutte le informazioni riguardanti la classe stessa. Proprio per questa sua funzione, si arricchisce ogni giorno di nuove pagine ed è pertanto un documento in divenire.

All’interno del manuale vengono elencati i nomi degli allievi, degli insegnanti, dei rappresentanti dei genitori e degli alunni. Esso descrive in maniera dettagliata le destinazioni d’uso dell’aula e le procedure per la manutenzione e il riordino degli spazi, l’elenco dei vari tipi di strumenti didattici presenti nell’aula e l’indicazione di come usarli.

Contiene le IPU cognitive, logistiche e organizzative e si dà conto del sistema delle responsabilità.

 

 

Per ulteriori approfondimenti si rimanda al sito nazionale www.scuolasenzazaino.org

 

 

 

 

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